Partito di Alternativa Comunista

No alla chiusura e ai licenziamenti alla Ford!

No alla chiusura e ai licenziamenti alla Ford!

 

di Luiz Carlos Prates*

 

Pubblichiamo di seguito un testo redatto dai compagni del Pstu (sezione brasiliana della Lit-Quarta Internazionale) nel momento in cui in la Ford, agli inizi di gennaio, ha annunciato la chiusura di diversi stabilimenti ed attività presenti in Brasile. Tale scelta è parte di un piano di massimizzazione dei profitti dei padroni a scapito dei lavoratori nel quale svolge un ruolo fondamentale il governo Bolsonaro. Da decenni, oltre agli incentivi fiscali, alla Ford sono stati concessi anche 5 miliardi di prestiti pubblici dalla Bndes (Banca nazionale per lo sviluppo economico e sociale). Ora vorrebbe chiudere tutto licenziando 5000 lavoratori diretti: le ultime stime evidenziano che la chiusura della Ford causerà la perdita di 118.000 posti di lavoro, tra lavoratori diretti e indiretti, commercio e servizi. Importante la prima giornata di lotta nazionale svoltasi il 21 gennaio contro la chiusura della Ford, organizzata da diverse organizzazioni sindacali con lo slogan “Tutti per l'occupazione. Contro la chiusura di Ford”. Presenti anche la CSP-Conlutas e i compagni del Pstu, che hanno avviato una campagna di solidarietà con i lavoratori licenziati e hanno promosso una campagna nazionale per la nazionalizzazione della multinazionale sotto il controllo dei lavoratori (Daniele Cofani).

 

La Ford annuncia la chiusura di tutte le fabbriche in Brasile e la chiusura della produzione nel Paese. L'azienda nordamericana ha annunciato, lunedì 11 gennaio, che chiuderà le sue attività in Brasile. La multinazionale afferma che tale misura porterà al licenziamento di 5000 lavoratori diretti (cioè direttamente coinvolti nel processo di produzione, ndt) tra il Brasile e l’Argentina. Tuttavia, contando anche i lavoratori indiretti, più di 15.000 lavoratori perderanno il lavoro.
In Brasile, il luogo più colpito sarà Camaçari, a Bahia, dove vengono prodotti gli ultimi modelli dell'azienda: EcoSport, Ka e Ka Sedan. La produzione di autocarri nella regione dell’Abc [paulista] era già stata chiusa nel 2019. La multinazionale ha anche uno stabilimento a Taubaté (San Paolo).
Per stabilirsi a Camaçari, l’impresa ha ricevuto dai governi tutti i tipi di esenzione fiscale, terreni, ecc. Ora decide unilateralmente di andarsene e di lasciare migliaia di padri e madri di famiglia per strada. In totale, Ford ha ricevuto, dal 1999, l'equivalente di 20.000 milioni di Real dollari [moneta brasiliana, ndt] in incentivi fiscali, secondo la stessa Receita Federal [l’ente federale di riscossione delle tasse].

 

La pandemia accelera la ristrutturazione dell'industria automobilistica

Questa misura della Ford fa parte di un piano di ristrutturazione dell'azienda che mira a ridurre i suoi costi di produzione, al fine di mantenere ed espandere il suo tasso di profitto. Lo fa licenziando, chiudendo fabbriche e scaricando il fardello di questa ristrutturazione sulle spalle dei lavoratori.
La General Motors (Gm) ha iniziato questa offensiva anni fa ed è stata seguita da tutte le grandi case automobilistiche mondiali. Anche la Mercedes ha annunciato la chiusura della sua unità all'interno di San Paolo e la Volkswagen ha recentemente annunciato il taglio del 35% della sua forza-lavoro attraverso un programma di licenziamento volontario (Pdv), che di volontario non ha nulla.

 

È necessario resistere!

La chiusura di Ford, con la conseguenza di migliaia di licenziamenti, è un attacco a tutti i lavoratori e al Paese, e deve essere affrontato da tutti. Le varie concessioni fatte dai sindacati con il pretesto di mantenere i posti di lavoro non hanno prodotto nulla.
È necessaria una lotta unitaria, nazionale e internazionale, contro la chiusura delle fabbriche. Le centrali sindacali devono essere in prima linea in questa resistenza. L'azienda deve fare marcia indietro rispetto alle misure annunciate. I governi devono ritirare gli incentivi fiscali e pretendere la restituzione di quelli già devoluti all’impresa in questi anni. E devono impedire il trasferimento all’estero dei profitti di queste multinazionali.
Dobbiamo circondare di solidarietà la lotta dei lavoratori Ford contro la chiusura e la cassa integrazione! Nessun licenziamento! Stabilità lavorativa e garanzia dei diritti! Nazionalizzazione e statalizzazione di Ford e di tutte le imprese che licenziano!
Per una giornata nazionale contro la disoccupazione e la cassa integrazione! Vaccinazione subito! Mantenimento dei sussidi di emergenza! Fuori Bolsonaro e Mourão!

 

*Pstu, sezione brasiliana della Lit-Quarta Internazionale

 

 

[traduzione di Salvatore de Lorenzo]

 

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