Partito di Alternativa Comunista

Dal palco del primo maggio a Taranto all’incontro sindacale internazionale di Digione

Dal palco del primo maggio a Taranto all’incontro sindacale internazionale di Digione

 

Intervista a Daniele Cofani, protagonista delle lotte in Alitalia

 

 

 

Daniele Cofani, operaio di Alitalia, militante di Alternativa comunista, il Primo maggio è intervenuto, davanti a migliaia di persone, dal palco del concerto di Taranto, in rappresentanza della lotta delle lavoratrici e dei lavoratori Alitalia (1). Daniele è una delle figure simbolo delle lotte in Italia nell’ultimo periodo. È stato tra i promotori del Comitato Tutti a Bordo No Ita, alla testa delle mobilitazioni in Alitalia. Ha dato un contributo significativo alla costruzione dell’unità di lotta tra realtà operaie: con gli operai Gkn, i lavoratori del Comitato Tutti a Bordo hanno abbattuto gli steccati posti dalle burocrazie sindacali e costruito molti momenti importanti di unità d’azione.
Daniele è anche un nome noto su scala internazionale: ha partecipato attivamente alla costruzione di coordinamenti di lotta del suo settore, il trasporto aereo. Recentemente, ha partecipato in rappresentanza del Fronte di Lotta No Austerity all’incontro della Rete sindacale internazionale di solidarietà e di lotta. Infine, è autore di un libro sulla lotta in Alitalia, Alitalia: cronaca di una lotta esemplare (2).
La redazione web lo ha incontrato per parlare delle ultime iniziative a cui ha partecipato.

 

Iniziamo dal Primo maggio. Da cosa nasce la tua partecipazione al concerto di Taranto promosso dal Comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti? Che giudizio dai di questa esperienza?

Per quanto riguarda l’«Uno maggio libero e pensate» di Taranto, la mia partecipazione deriva da un incontro che ho avuto con il compagno Raffaele Cataldi durante una delle tante iniziative di collegamento tra le varie lotte del Paese, avvenuta lo scorso inverno a Bergamo al centro sociale Pacì Paciana. Raffale è un operaio Ilva che, come me, opera sotto regime di amministrazione straordinaria imposto all’acciaieria di Taranto dai vari governi che si sono succeduti: per favorire vecchi e nuovi azionisti lasciano nel calderone debiti e lavoratori in esubero (licenziati). Inoltre Raffaele è uno dei principali attivisti del Comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti di Taranto, costituto nel luglio del 2012 e che, dal 2013, organizza l’evento dell’Uno maggio tarantino, nei fatti in contrapposizione al Primo maggio di Roma organizzato dalle direzioni di Cgil, Cisl e Uil. Queste direzioni, che sono state contestate duramente in piazza a Taranto nell’agosto del 2012 (3), hanno gravi responsabilità nella gestione criminale dell’Ilva, sia in relazione all’impatto ambientale che in relazione all’occupazione e alla sicurezza sul lavoro. Da anni si stanno alimentando solo disoccupazione, morte e devastazione.
In tal senso con Raffaele abbiamo riscontrato molte similitudini su come i vari governi hanno gestito - o meglio distrutto - Alitalia e Ilva, mettendosi totalmente al servizio delle grandi multinazionali, calpestando le reali necessità dei lavoratori e delle lavoratrici ma anche di intere comunità. Su queste basi è nato poi l’invito da parte di Raffaele e del Comitato per una mia presenza all’Uno maggio libero e pensante, come operaio Alitalia e attivista sindacale della Cub e del comitato Tutti A Bordo.
Un’esperienza eccezionale: ho trovato, soprattutto nelle compagne e nei compagni del comitato Cittadini e lavoratori liberi e pensanti, una città molto attenta, combattiva e soprattutto accogliente e disponibile all’ascolto. Al Comitato va dato atto di essere riuscito a organizzare un’importante iniziativa, nella ricorrenza della giornata internazionale di lotta dei lavoratori e delle lavoratrici: un’iniziativa che non mira solo alla qualità artistica e musicale ma continua a dare un reale spazio di denuncia a diverse realtà di lotta sia del lavoro che di movimento, soprattutto su tematiche ambientali.
Ho avuto quindi la possibilità di salire su un palco che ha ospitato e dato voce ad alcune delle principali lotte del Paese come No Tav, No Tap, No Muos, No grandi navi, Campagna per il clima fuori dal fossile, FFF, Extinction rebellion, comitati di lotta di vari territori provenienti dalla Terra dei fuochi, Civitavecchia, Falconara; ma anche a lotte operaie come appunto Ilva, Cementir e Alitalia.
Non vi nascondo che è stato molto emozionante prendere parola di fronte migliaia di persone: credo che sia stata una grande opportunità per la lotta Alitalia. Ho ricordato le responsabilità dei governi e di certe direzioni sindacali, così come ho ribadito la necessità del controllo dei lavoratori nella produzione e nella gestione di aziende e interi settori: unica strada che possa garantire la salvaguardia dell’occupazione, del salario ma soprattutto dell’ambiante e della salute per interi territori.

 

Pochi giorni prima eri a Digione, in Francia, all’incontro della Rete sindacale internazionale di solidarietà e di lotta. È stato un momento importante per il sindacalismo conflittuale?

Sì, tra il 21 e 24 di aprile si è svolto a Digione il IV incontro della Rete sindacale internazionale di solidarietà e lotta, che ha visto la partecipazione di 200 attivisti ed attiviste di 39 organizzazioni da 21 Paesi differenti provenienti da 4 Continenti (4). Un incontro che era stato diverse volte posticipato a causa della pandemia e che finalmente ha avuto luogo alcune settimane fa grazie al supporto logistico e organizzativo di Solidaires (sindacato di base francese). Va sottolineato che 52 attivisti, provenienti prevalentemente da Africa e Asia, sono stati respinti al confine o non è stato concesso loro il visto da parte del governo francese a cui è stata inviata una nota di ripudio. Come anche i precedenti incontri, quello di Digione è stato un momento importante di discussione e confronto tra le varie organizzazioni che compongono la Rsisl, tra le quali Solidaires, la Csp-Conlutas (Brasile), la Cgt (Stato spagnolo) e in parte la Cub (Italia) sono la componente organizzativa che ha presieduto l’incontro durante i 4 giorni di dibattito.
Uno degli argomenti al centro dell’incontro è stata la gestione pandemica nei vari Paesi e gli attacchi che ha subito la classe lavoratrice in termini di occupazione e salario ma anche di vite umane perdute per permettere a pochi miliardari di continuare a generare profitti nel pieno di una pandemia. Altri argomenti affrontati in plenaria sono stati la questione ambientale con interventi di compagne attiviste nei movimenti indigeni in Amazzonia contro la devastazione perpetrata dai precedenti governi del Pt (Lula) come anche dal governo Bolsonaro; la questione della Palestina con intervento di un lavoratore palestinese e la questione dell’oppressione di genere con interventi di compagne di differenti Paesi. Sempre in plenaria è stata discussa la questione del lavoro autonomo e precario alimentato da nuovi modelli di sfruttamento come Uber o Deliveroo ed è stato dato spazio a lotte importanti come Alitalia (dove ho avuto la possibilità di intervenire) e Notimex in Messico (con l’intervento della giornalista e compagna Adriana Urrea). Altre questioni sono state invece discusse all’interno di gruppi di lavoro tematici come autogestione e controllo operaio, razzismo e colonialismo, antifascismo, immigrazione ecc. Sono stati di fondamentale importanza anche i gruppi di lavoro settoriali suddivisi a seconda delle categorie: trasporti, scuola, commercio, informatica (call center), industria, sanità, logistica ecc. Ogni gruppo ha prodotto documenti e/o mozioni portati poi all’attenzione di tutti i partecipanti.
Altro momento importante dell’incontro è stata anche la sezione speciale dedicata alla situazione della classe operaia ucraina, attraverso il racconto emotivo di Svitlana Shapran, insegnante, attivista di un sindacato indipendente della città di Krivoy-Rog (situata nel sud-est dell'Ucraina) a cui aderiscono anche minatori e metalmeccanici. La compagna ha chiaramente espresso la volontà da parte degli ucraini di voler vivere in pace e armonia e non nelle stazioni della metropolitana o nei sotterranei al suono delle sirene di allarme dei bombardamenti. Ma – ci ha spiegato – gli ucraini sono ben coscienti che nessuna pace si potrà raggiungere con il tiranno Putin, se non attraverso la cacciata delle sue truppe. È questo l’unico modo per difendere il diritto all’autodeterminazione delle masse popolari ucraine oppresse, impegnate in dura resistenza contro il secondo esercito più potente del Pianeta, che ha il chiaro ordine di avanzare fino a una resa senza condizioni, ma che sta trovando di fronte a sé una resistenza eroica totalmente inaspettata. Inoltre ha raccontato anche il difficile contesto in cui sono costrette a vivere le donne all’interno di una violentissima guerra che vede quotidianamente bombardamenti indiscriminati da parte dell’esercito russo su gran parte del territorio ucraino. Donne che, come in ogni conflitto, stanno subendo gravi violazioni da parte dell’esercito invasore con stupri e violenze anche di fronte i propri figli e parenti.
Nel dibattito a seguire sono emersi totale sostegno e solidarietà alla resistenza dei lavoratori e delle lavoratrici ucraini, con alcune differenziazioni sulla natura della guerra, dove ha prevalso la posizione di chi ritiene che l’invasione di Putin sia un atto di forza, dominio ed espansione ai danni di un Paese più debole e storicamente oppresso. Inoltre sono state duramente criticate le alleanze militari come la Nato e la Csto, che rappresentano blocchi militari che rafforzano le minacce di guerra imperialista: l’incontro ne ha chiesto la totale e immediata soppressione.
Per dare seguito al sostegno internazionalista alla resistenza operaia ucraina, a fine discussione è stato annunciato l'invio di un convoglio operaio costituito da delegazioni di alcuni sindacali membri della Rsisl - Solidaires (Francia), Csp-Conlutas (Brasile) e Ip Inicjatywa Pracownicza (Polonia), Adl Cobas (Italia) e G1ps (Lituania) - che il 29 aprile è riuscito ad entrare nel territorio ucraino (5) incontrando personalmente gli attivisti del sindacato indipendente dei minatori e dei metalmeccanici consegnando loro 800 kg di aiuti. La presenza in Ucraina del convoglio è durata dal 29 aprile al 1° maggio, periodo in cui sono state organizzate diverse riunioni per spiegare come la classe operaia ucraina si stia organizzando in una resistenza contro l’invasione di Putin; che sta sostenendo le decine di migliaia di russi arrestati per aver manifestato contro la guerra; che si sta direttamente arruolando al fronte o organizzando aiuti concreti alla popolazione fortemente in difficoltà economica e sanitaria.
Molto importante è stata la giornata del 1° maggio che, a causa della legge marziale in vigore nel Paese, ha permesso la celebrazione della giornata internazionale di lotta della classe operaia solamente a porte chiuse, presso il Palazzo Municipale della Cultura di Leopoli, a cui hanno partecipato circa 50 persone di cui 19 appartenenti al convoglio più, in video conferenza, anche i minatori della città di Kryvyi Rih che hanno voluto ringraziare in diretta per il sostegno di classe internazionale ricevuto. Iniziativa dove sono state discusse diverse questioni tra cui la contestata riforma del lavoro (6) introdotta da Zelensky (principale nemico della classe lavoratrice ucraina), l'impatto della guerra sulle persone e sui problemi mentali, lo stress e la depressione, la situazione delle donne e dei lavoratori in generale.
Rispetto alla domanda sull’importanza dell’incontro di Digione, direi proprio di sì: è stato aggiornato il manifesto politico della Rsisl e sono state approvate più di 30 mozioni… e con il convoglio partito per l’Ucraina si è concretizzato un atto reale di solidarietà operaia internazionale.

 

Tornato da Digione, prima di andare a Taranto, hai anche partecipato a una presentazione del tuo libro, organizzata dalla libreria Anomalia di Roma. Come è andata? Hai in programma altre presentazioni?

Sì, possiamo finalmente dire di essere riusciti ad organizzare la presentazione del libro Alitalia: cronaca di una lotta esemplare a Roma (7) dopo una lunga attesa dovuta alla situazione pandemica che rendeva problematiche le iniziative al chiuso. Nonostante ancora oggi non cessino contagi e morti, il 28 aprile siamo riusciti ad organizzare, in sicurezza, la presentazione presso la libreria Anomalia a San Lorenzo, che al suo interno ospita un centro di documentazione anarchica. Prima di questa presentazione ce n’è stata un’altra presenziale a Bergamo organizzata dalla Cub territoriale, a cui ho potuto partecipare solamente online.
Per quanto riguarda la presentazione di Roma, ha decisamente soddisfatto le aspettative. Anzitutto per la partecipazione: abbiamo visto la sala riempirsi di ospiti; ma ancora di più per la valenza politica che ha espresso. Fondamentali sono stati la presenza e il supporto al mio fianco della collega e compagna Barbara Barella, presidente del comitato Tutti A Bordo, e il contributo della moderatrice Giovanna Pasi, giornalista e compagna di tante lotte. Importante è stata anche la presenza sia di lavoratrici di altri settori (Almaviva, Aec, ecc.) con anche un ospite internazionale: un collega Iberia del sindacato Cgt. Presenti anche alcuni studenti che hanno animato le occupazioni dei licei romani durante l’inverno passato.
Oltre alla presentazione del libro si è riusciti anche a fare il punto sulla situazione Alitalia nel tentativo di rilanciare la lotta contro le societarizzazioni. Per quanto riguarda altre presentazioni sono arrivate richieste dall’Emilia, dalla Calabria e dai colleghi Iberia di Madrid: appena saranno confermate verranno pubblicizzate. Al contempo siamo disponibili a organizzare presentazioni anche in altre città, continuando, nel frattempo, il lavoro di denuncia con nuovi articoli per il sito e il mensile di Alternativa comunista. È in programma anche una mia intervista più approfondita sul numero in uscita della rivista teorica Trotskismo oggi.

 

Infine, un aggiornamento sulla vertenza Alitalia, di cui si parla anche in un docufilm appena uscito. Le recenti vicende relative a Ita hanno dato ragione ai lavoratori in lotta? Quali prospettive per il futuro?

Dici bene, i lavoratori e le lavoratrici Alitalia hanno ragione da vendere rispetto alla battaglia contro il piano Ita e ciò che sta rappresentando. Il «Manifesto No-Ita» presentato a maggio 2021 da alcuni lavoratori e lavoratrici - attraverso il quale si è riusciti a costituire il comitato Tutti A Bordo - è oggi più che mai attuale, come anche la posizione coerente della Cub trasporti e AirCrew committee. Di recente ho scritto un articolo su ciò che sta accadendo a Ita e ai servizi a terra ancora in capo alla vecchia Alitalia in amministrazione straordinaria (8), in cui vengono confermate e analizzate le peggiori previsioni.
Per quanto riguarda Ita è già in corso il processo di privatizzazione avviato da un Dcpm del governo Draghi: tra i principali interessati appare proprio Lufthansa in cordata con Msc, ma anche Air France e Delta sono pronte con una propria offerta. Mentre per quanto riguarda i servizi di terra di handling e manutenzione, Ita ha totalmente disatteso l'impegno di un’eventuale partecipazione azionaria nelle nuove società, relegando il loro futuro a una compagine totalmente privata. Per l’handling la società più accreditata sarebbe la multinazionale Swissport, mentre per la manutenzione Atitech, ma per entrambe le proposte non si sa ancora nulla rispetto all’impatto occupazionale e salariale, tenuto segreto nel tentativo di mantenere i lavoratori in una fase di suspense ed incertezza: mentre migliaia di colleghe e colleghi in cassa interazione continuano ad essere vittime degli ingiustificati ritardi nei pagamenti da parte di Inps.
Seppur in ritardo e sotto la pressione del comitato Tutti A Bordo, sono state organizzate prime iniziative di lotta contro le societarizzazioni con assemblea a Fiumicino e una manifestazione sotto al Mise, ma sarebbe necessario organizzare al più presto ulteriori iniziative per tentare di fermare questo ulteriore passaggio che metterebbe la parola fine a che a ciò che rimane di Alitalia. Solo portando avanti una lotta unitaria contro la privatizzazione della nano-compagnia e le societarizzazioni delle attività di terra potremo mettere in discussione il piano Ita rivendicando una reale compagnia pubblica, unica e controllata direttamente dai lavoratori, gli unici che la possono far volare.
Per concludere lo scorso 5 maggio, in concomitanza del 75° anniversario del primo volo Alitalia, è stato presentato un docufilm dal titolo Noi siamo Alitalia - storia di una Paese che non sa più volare che a mio avviso ha disatteso molte aspettative di chi si era immaginato una netta denuncia contro questo ultimo passaggio che, attraverso il piano Ita, ha cancellato la compagnia di bandiera con la firma di accordi da parte di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Se pur c’è stato un attento racconto del passato di Alitalia, è stato totalmente eluso questo ultimo periodo come anche la lotta e il protagonismo dei lavoratori e delle lavoratrici, oscurando anche organizzazioni che sono state sempre in prima fila come la Cub trasporti e lo stesso comitato Tutti A Bordo. Nel docufilm tuttavia sono presenti una mia breve intervista e altre ottime rilasciate da diversi colleghi e colleghe: sono state tutte molto apprezzate dalla platea presente alla premiere, ma la totale assenza del racconto di questi ultimi e lunghi mesi, che hanno lasciato ferite insanabili sulla pelle di migliaia di lavoratori e lavoratrici, non può che portare - nel rispetto di chi ci ha lavorato e investito nel docufilm - a una valutazione finale negativa.

 

Note

  1. https://youtu.be/fDdxoiL2PSA

  2. www.alternativacomunista.it/politica/nazionale/e-uscito-il-libro-sulla-lotta-in-alitalia

  3. www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/02/ilva-taranto-irruzione-comitati-cittadini-alla-manifestazione-sindacati/202921/

  4. www.laboursolidarity.org/4th-Meeting-of-the-ILNSS-gathers

  5. www.laboursolidarity.org/The-International-Labour-Network?lang=en

Si veda anche questo report: www.partitodialternativacomunista.org/politica/internazionale/primo-maggio-in-ucraina

 

  1. www.alternativacomunista.it/politica/internazionale/ucraina-la-legge-che-attacca-i-diritti-dei-lavoratori-aiuta-il-genocida-putin

  2. https://youtu.be/0m6bDQ5YCbk

  3. www.alternativacomunista.it/articoli/sindacato/alitalia-cosa-sta-accadendo-in-ita-e-ai-servizi-di-terra

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